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23 Aprile 2004 – Pagina “Cultura e Spettacoli

 

I fari, storie fantastiche
Nella Fondazione ENI alle 18 conferenza della scrittrice Annamaria Mariotti
di Simonetta Ronco

L’interesse della scrittrice Annamaria "Lilla" Mariotti per i fari è nato parecchi anni fa, durante una vacanza all’isola di San Pietro dove ebbe occasione di visitarne uno per la prima volta, quello di Capo Sandalo. Da allora ha iniziato a studiare la storia dei fari, le tradizioni e le leggende che ad essi sono legate e questo passatempo si è via via trasformato in un vero a proprio lavoro che l’ha portata anche all’estero.

"La mia passione per le storie e le leggende del mare mi spinge a scrivere anche racconti di questo genere – spiega Lilla Mariotti. - Spesso descrivo i fari che visito durante i miei viaggi e la vita degli ultimi guardiani, una categoria purtroppo in estinzione".

In una conferenza che si tiene oggi alle 18 presso la Fondazione ENI Enrico Mattei (Piazza della Vittoria 7/2) nell’ambito della manifestazione "Confini – Viaggio in Liguria", la scrittrice, che vive a Camogli, propone notizie, fotografie e curiosità della tradizione marinara legata alla costruzione dei fari: "Tutta la conferenza è incentrata, attraverso immagini e racconti, sull’evoluzione dei fari, dai semplici falò sulle colline ai grandi fari monumentali, fino alla Lanterna di Genova. Parlo anche delle innovazioni che nel corso dei secoli hanno interessato i sistemi di illuminazione e di alimentazione installati nei fari".

Miti e storie fantastiche e misteriose sono legati a queste costruzioni, quasi sempre isolate ed in posizione sopraelevata, custodite da uomini abituati alla solitudine ed all’adattamento ad un ambiente inospitale, tanto che molti scrittori si sono ispirati alla vita dei guardiani dei fari per scrivere romanzi avventurosi, come "Il Faro in capo al Mondo" di Jules Verne, da cui nel 1971 fu tratto l’omonimo film con Kirk Douglas e Yul Brinner. Ma anche le donne possono diventare fariste : in Italia fino a poco tempo fa ce n’era una che custodiva il faro di Torre Preposti a Pugnochiuso sul Gargano.

"I guardiani con i quali ho parlato – racconta la Mariotti – mi hanno spiegato che per poter svolgere bene questo lavoro non bisogna soffrire di solitudine e bisogna sapersi arrangiare in tutte le situazioni. Purtroppo ormai sono rimasti pochi faristi perché i fari sono quasi tutti automatizzati. Eppure ci sono molte persone, anche giovani, che sarebbero interessate a portare avanti questa tradizione".

Tratto da:

 


del 23/04/04 alla pagina “Cultura e Spettacoli”