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L’interesse della scrittrice Annamaria "Lilla" Mariotti
per i fari è nato parecchi anni fa, durante una vacanza
all’isola di San Pietro dove ebbe occasione di visitarne
uno per la prima volta, quello di Capo Sandalo. Da
allora ha iniziato a studiare la storia dei fari, le
tradizioni e le leggende che ad essi sono legate e
questo passatempo si è via via trasformato in un vero a
proprio lavoro che l’ha portata anche all’estero.
"La mia passione per le storie e le leggende del mare mi
spinge a scrivere anche racconti di questo genere –
spiega Lilla Mariotti. - Spesso descrivo i fari che
visito durante i miei viaggi e la vita degli ultimi
guardiani, una categoria purtroppo in estinzione".
In una conferenza che si tiene oggi alle 18 presso la
Fondazione ENI Enrico Mattei (Piazza della Vittoria 7/2)
nell’ambito della manifestazione "Confini – Viaggio in
Liguria", la scrittrice, che vive a Camogli, propone
notizie, fotografie e curiosità della tradizione
marinara legata alla costruzione dei fari: "Tutta la
conferenza è incentrata, attraverso immagini e racconti,
sull’evoluzione dei fari, dai semplici falò sulle
colline ai grandi fari monumentali, fino alla Lanterna
di Genova. Parlo anche delle innovazioni che nel corso
dei secoli hanno interessato i sistemi di illuminazione
e di alimentazione installati nei fari".
Miti e storie fantastiche e misteriose sono legati a
queste costruzioni, quasi sempre isolate ed in posizione
sopraelevata, custodite da uomini abituati alla
solitudine ed all’adattamento ad un ambiente inospitale,
tanto che molti scrittori si sono ispirati alla vita dei
guardiani dei fari per scrivere romanzi avventurosi,
come "Il Faro in capo al Mondo" di Jules Verne, da cui
nel 1971 fu tratto l’omonimo film con Kirk Douglas e Yul
Brinner. Ma anche le donne possono diventare fariste :
in Italia fino a poco tempo fa ce n’era una che
custodiva il faro di Torre Preposti a Pugnochiuso sul
Gargano.
"I guardiani con i quali ho parlato – racconta la
Mariotti – mi hanno spiegato che per poter svolgere bene
questo lavoro non bisogna soffrire di solitudine e
bisogna sapersi arrangiare in tutte le situazioni.
Purtroppo ormai sono rimasti pochi faristi perché i fari
sono quasi tutti automatizzati. Eppure ci sono molte
persone, anche giovani, che sarebbero interessate a
portare avanti questa tradizione". |