
|
Liberamente tratto dal volume "FARI" - White Star 2005 di Annamaria "Lilla" Mariotti
|
|
L'Inghilterra, si sa, ha una lunga tradizione marinara ed è forse per questo che è stata una delle prime nazioni a sentire l'esigenza di creare una serie di segnalazioni luminose lungo le coste per mettere in guardia le navi dai pericoli rappresenti da secche e scogli. Uno scoglio affiorante è uno dei pericoli più seri per una nave in navigazione durante la notte, grande o piccola che sia, e lungo le coste inglesi, particolarmente quelle nebbiose e tempestose del Canale della Manica, se ne trovano moltissimi e l’unico modo per evitare questo pericolo è quello di costruirci sopra un faro.
Trinity House, il dipartimento dei fari inglese, iniziò a cercare la persona adatta alla costruzione del faro sullo scoglio di Eddystone già nel 1664, ma la sua costruzione fu iniziata solo trent’anni dopo, nel 1696, quando si presentò Henry Winstanley, un personaggio eclettico, un armatore e un inventore. Egli aveva inventato un sofisticato sistema idraulico che consisteva in un vaso igienico che rilasciava un flusso d'acqua, invenzione che aveva presentato a Londra con un certo successo. Non era insolito a quei tempi che una simile costruzione venisse affidata ad una persona che poteva sembrare priva dei necessari requisiti, bastava dimostrare un certo ingegno per poter ottenere un tale incarico. Henry Winstanley aveva quindi accettato di costruire il faro, ottenendo dalla Trinità House la concessione dei profitti derivanti dal passaggio delle navi per cinque anni. Ma Winstanley aveva anche un motivo personale per voler portare a termine quell’impresa : proprio su quello scoglio aveva perso due delle sue navi.
Fu deciso di ricostruire il faro e i lavori cominciarono qualche anno dopo. Questa volta ebbe l’incarico un certo John Rudyerd, già commerciante in seta, che si ispirò alla carpenteria navale, e ottenne la concessione dei diritti sul passaggio delle navi per 99 anni. La costruzione in legno, che aveva una forma conica, la prima del suo genere, era alta 21 metri e fu illuminata nel 1709. Questo faro resse per 47 anni, sopravvivendo al suo costruttore e facendo pensare che finalmente era stato risolto il problema di quello scoglio tanto pericoloso. Ma questa volta un altro tragico avvenimento era in agguato, un incendio che si sviluppò il 2 Dicembre 1755 sulla sommità della lanterna, alimentata da diverse dozzine di candele. Il capo guardiano del faro, Henry Hall di 94 anni, con due aiutanti, tentò inutilmente di spegnerlo lanciando secchiate d'acqua verso l'alto e nel fare questo successe che il pover'uomo forse teneva la bocca aperta per lo sforzo e il piombo fuso che colava dalla cupola gli finì in gola portandolo alla morte 12 giorni dopo essere stato prelevato dal faro, che continuò a bruciare ancora per cinque giorni e cinque notti. Nessuno gli aveva creduto quando si era lamentato per il suo incidente, ma l’autopsia del guardiano accertò che il poveretto aveva veramente ingoiato circa 200 grammi di piombo.
In quegli anni in Faro di Eddystone si era dimostrato indispensabile per la navigazione e quindi era necessario ricostruirlo. L'impresa fu affidata a John Smeaton, un ingegnere civile, esperto di mulini e strumenti di precisione e anche inventore di un materiale molto simile al cemento a presa rapida, usato ancora oggi, che si chiama "Portland cement" che utilizzò per la costruzione del faro. La nuova torre, costruita in pietra interamente sulla terraferma e poi assemblata sul posto pietra per pietra, fu inaugurata nell'Ottobre del 1759 e restò in uso per 120 anni, fino a ché furono notate delle crepe nella roccia su cui poggiava. Per paura che il faro crollasse, fu smantellato nel 1870 e ricostruita sulla terraferma, a Plymouth Hoe, per volontà ed a spese degli abitanti di quella città e lì si trova tutt'ora, a ricordo del suo costruttore, John Smeaton. Questo faro è rimasto il prototipo di tutti i fari a venire, al cui disegno si ispirarono in seguito anche i francesi, un faro simbolo di modernità, senza sovrastrutture architettoniche inutili, imponente nella sua semplicità strutturale che lo rendeva utile e visibile per lo scopo per cui era stato costruito.
Il faro è alto 49 metri, è dotato di lenti Fresnel che consentono una visibilità fino a 22 miglia, con due lampi bianchi ogni 10 secondi.
La modernità è arrivata anche in mezzo al mare e il faro di Eddystone è riconoscibile per una particolarità, comune anche ad altri fari inglesi : la cupola di vetro è incappucciata da una impalcatura che sostiene una piattaforma per l'atterraggio degli elicotteri. Ormai non c'è più pericolo che qualche vecchio guardiano ingoi del piombo tentando di spegnere un incendio, il faro è elettrificato già da tempo, è tutt'ora funzionante ed è automatizzato dal 1982.
Benché il faro non ospiti più un guardiano e non sia aperto al pubblico, spesso delle squadre di tecnici arrivano sulla torre per effettuare lavori di manutenzione che possono durare anche qualche settimana, per questo all'interno si trova un confortevole dormitorio dove gli uomini vivono nello stesso isolamento dei guardiano di un tempo.
Collocazione : Devon, Inghilterra, 13 miglia a sud di Plymouth Latitudine 50°10'80" Nord, Longitudine 04°15'90" Ovest, Altezza : 49 metri Portata : 22 miglia Costruzione : 1882 (precedenti costruzioni : 1698-1699-1709-1759)
|