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IL FARO DI
KEREON, BRETAGNA – FRANCIA
In
confronto ai fari inglesi, torri sobrie e semplici, quasi tutte
uguali, i fari francesi sono dei castelli fiabeschi, costruiti con
forme e modalità diverse uno dall’altro, con stili che variano dal
medioevale, al gotico, all’art deco, quasi che la fantasia dei loro
ingegneri abbia voluto ispirarsi ai tempi passati pensando più al
fattore estetico che all’uso a cui erano destinati. Un esempio di
questo genere di costruzione è il faro di Kéréon.
La pronipote
di un ufficiale di marina francese, Charles Marie La Dall de Kéréon,
ghigliottinato a soli diciannove anni nel 1794 durante la
Rivoluzione Francese, donò, nel 1910, la somma di 585.000 franchi
per la costruzione di un faro che portasse il nome del suo
antenato. In Francia molti altri fari sono stati costruiti con
donazioni private, perché, contrariamente all’Inghilterra, in questa
nazione non c’è mai stato l’uso di far pagare alle navi di passaggio
una tassa per il mantenimento dei fari, questo viene fatto tramite
le normali tasse pagate dai cittadini e quindi il denaro per la
costruzione dei fari può scarseggiare. La torre è stata costruita
su uno scoglio nel canale di Fromveur, tra le isole di Ouessant a
Molène, su una roccia chiamata Men-Tensel “la roccia arcigna”
al largo della Bretagna, il cui nome la dice lunga sulla sua
reputazione. I lavori, come per tutti gli altri fari in alto mare,
sono stati lunghi e portati avanti con grandi disagi e difficoltà.
L’ingegnere che dirigeva i lavori rischiò di annegare, così come
altri uomini, ma sono andati avanti e nonostante lo scoppio della
guerra nel 1914, la torre, alta 41 metri, è stata completata e
accesa il 25 Ottobre 1916. Il funzionamento era a petrolio, fino
all’elettrificazione tramite un sistema eolico, avvenuta nel 1972.
Il
risultato è stato un faro imponente, una torre che si innalza da un
base quadrata, spesso sommersa dal mare, grandi finestre, una sopra
l’altra, si aprono lungo la sua altezza, che culmina in una terrazza
rotonda sporgente, sorretta da contrafforti in pietra e circondata
da un muro, che regge la grande lanterna in ferro dipinta di
bianco. Questa lanterna lancia un lampo bianco ogni 5 secondi ed ha
un settore rosso di 131° compreso nella rotazione che a 248° e a
190° indica pericolo.
La donazione
fatta era stata così generosa che non solo consentì la
costruzione del faro, ma permise anche di curarne l’interno come mai
era stato fatto prima. Dall’ampio ingresso si sale per una scala
a chiocciola raggiungendo prima la cucina chiara e spaziosa, poi le
ampie stanze dei guardiani e infine, in alto, al quarto piano, si
apre il grande, bellissimo salone d’onore. Questa stanza rotonda ha
un diametro di sei metri, le pareti sono in boiserie di quercia di
Ungheria, con una stella scolpita al centro ed il grande rosa dei
venti in ebano e mogano, una bellezza persa in mezzo al mare. La
stanza è dominata da una gigantesca scrivania alla quale i guardiani
si sedevano due volte al giorno per compilare il loro rapporto
giornaliero e per mettersi in contatto con il Servizio fari di Brest.
Tutte le stanze sono fastose, gli interni sono in legno, i letti dei
guardiani sono, alla moda bretone, delle cuccette ricavate dentro la
parete, con delle ante che si possono chiudere, per lasciare fuori
l’urlo del vento ed il ruggire delle onde. Certo, il portare tutto
l’arredamento nel faro non è stato facile, ogni pezzo ha dovuto
essere trasportato via mare e sollevato per mezzo di argani, ma la
fatica non è stata inutile per creare questo “Palazzo” i
cui guardiani sono visti con una certa invidia dai loro colleghi
che lavorano in altri fari in mezzo al mare per il confort in cui
vivono. Solo al momento dell’avvicendamento questa differenza non
esiste più : su questo scoglio non esiste un approdo per le barche
così questa operazione diventa molto pericolosa, gli uomini si
calano tramite un cavo sospeso su un mare sempre agitato e percorso
da forti correnti.

Quello di
Kéréon è stato l’ultimo faro abitato in Francia, nel Gennaio 2004 i
guardiani lo hanno lasciato per sempre, scendendo giù per il cavo,
come avevano sempre fatto, per raggiungere la barca che li ha
raccolti. L’automatizzazione ha preso il loro posto, il faro sarà
controllato a distanza, come è già successo per altri, da un centro
installato nel faro di Créac’h (Ouessant), uno dei 23 fari che si
trovano a Finistère. Dietro di loro resterà tutta quella bellezza
e quell’eleganza che ha superato le più terribile tempeste
Atlantiche ed un targa commemorativa fatta installare dalla
donatrice, che riporta le ultime parole scritte dal giovane
ufficiale a suo padre prima di morire : “ Io muoio innocente”
Foto
dell'interno del faro
Coordinate geografiche :
Località : Bretagna - Francia
Latitudine
: 48° 26’ Nord
Longitudine
: 5° 01’ Ovest
Altezza : 41 metri
Portata
: 19 miglia bianco – 7 miglia rosso
Costruzione
: 1916
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