
| Liberamente tratto dal volume "FARI" - Ed. White Star 2005 |
|
IL FARO DI BODIE ISLAND, NORTH CAROLINA - USA di Annamaria "Lilla" Mariotti
La necessità di costruire fari su questo tratto di costa si presentò molto presto e, data la conformazione del terreno, l’unica possibilità era quella di costruire delle alte torri il più vicino possibile al mare. Nel 1803 era stato costruito in quella zona il primo faro di Capo Hatteras, ma non era sufficiente, dato che il più vicino faro verso Nord era quello di Cape Henry a Viriginia Beach perciò, nel 1837 il Governo Federale inviò un ufficiale di Marina, Napoleon Coste, ad esaminare la zona per trovare il sito più adatto per la costruzione di un faro. L’ufficiale identificò il posto un poco più a Nord di Capo Hatteras, a Bodie Island, considerandolo ad una giusta distanza dal primo. Come è già successo per molti altri fari, quello che noi possiamo vedere oggi a Bodie Island è in effetti il terzo costruito in quella zona.
Nel 1803 il Congresso stabilì quindi di erigere un faro nella località scelta, ma la realizzazione fu ritardata per la difficoltà di acquisire i terreni necessari e solo nel 1847 il faro fu costruito. Il progetto era stato affidato ad un ingegnere di provata capacità Francis Gibbons, ma chi eseguì i lavori, un certo Thomas Blount, non tenne conto della qualità del terreno sabbioso e la torre, alta 16 metri, cominciò quasi subito ad inclinarsi. Nonostante diversi lavori di consolidamento, il faro dovette essere abbandonato nel 1859. Lo stesso anno un altro faro fu costruito nelle vicinanze, usando tecniche più avanzate, e la torre alta 24 metri che montava nella lanterna lenti di Fresnel, si dimostrò subito molto più solida della prima.
Ma un’altra minaccia sovrastava questo nuovo manufatto, la Guerra Civile, che iniziò nel 1861. I Confederati del Sud, temendo che gli Unionisti del Nord potessero trarre vantaggio dalla luce del faro per i loro spostamenti in mare, lo spensero e lo utilizzarono come torre di avvistamento. Tuttavia, nel 1861, i Nordisti occuparono gli Outer Banks ed i Sudisti in ritirata distrussero il faro, per non consegnarlo al nemico.
All’inizio alcune difficoltà rappresentate da stormi di uccelli che andavano a sbattere contro la lanterna e, soprattutto, dai fulmini durante le terribili tempeste in riva all’Oceano, furono superate con l’installazione, nel primo caso, di uno schermo protettivo per la lanterna e, nel secondo caso, di un parafulmine.
Poco tempo dopo l’inaugurazione del faro fu terminata anche la costruzione dell’alloggio per il guardiano che entrò presto in servizio. A quell’epoca Bodie Island era un luogo molto isolato, non c’erano i ponti, come adesso, a collegare le varie isole, la scuola più vicina era sull’isola di Roanoke, raggiungibile solo in barca, e la famiglia del guardiano in carica si trovava a dover superare non poche difficoltà, finché non fu deciso che durante l’inverno la famiglia lasciasse l’isola per un posto più confortevole, per tornare poi durante l’estate. Ma questo significava grande solitudine per il guardiano che doveva affrontare un lungo inverno da solo in quella landa desolata, come succedeva a molti altri suoi colleghi in altri fari. Con il tempo e con la costruzione dei ponti la situazione migliorò, finché, nel 1932, il faro fu elettrificato e non ci fu più la necessità di un guardiano fisso sul posto.
Dal 1939 la Guardia Costiera Americana aveva assunto il controllo di tutti i fari sul territorio e questo era un impegno molto oneroso, non solo in termini di denaro, perché molti fari americani sono costruiti su grandi lotti di terreno, che vanno curati e mantenuti. Nel 1953 tutto il terreno che circonda il faro fu trasferito al National Park Service, che già gestiva il territorio di Capo Hatteras, mentre il faro è rimasto alla Guardia Costiera fino al 13 Luglio 2000, quando anch’esso è stato ceduto al National Park Service.
Il faro di Bodie Island è tutt’ora classificato come “Aiuto alla navigazione” ed è sempre funzionante, ma è chiuso al pubblico. La casa del guardiano, che è di legno a due piani, è stata attrezzata come centro di accoglienza per i visitatori, ufficio del ranger del Parco e ospita anche un piccolo museo dove sono raccolte fotografie e testimonianze della lunga vita e delle traversie di questo faro.
Ma per questo gigante a righe, alto 47 metri, i guai non sono ancora finiti. Mentre la casa del guardiano è stata restaurata già due volte, l’ultima delle quali risale al 1992, il faro versa in brutte condizioni. La rivista americana “Lighthouse Digest” , interamente dedicata ai fari ed alle loro storie, pubblica da anni una lista dei fari in pericolo di essere persi per sempre e dai primi mesi del 2000 anche il faro di Bodie Island è apparso su questa lista. Il faro è stato recentemente restaurato all’esterno, con una nuova mano di vernice, e ad un primo sguardo risulta in buone condizioni, ma non è così. La lanterna in ferro mostra chiaramente i segni del tempo, la ruggine sta consumando la ringhiera esterna e le preziose lenti di Fresnel di prima classe rischiano di crollare all’interno della struttura se non vengono effettuati consistenti lavori di riparazione al più presto. Recentemente due grossi pezzi di ghisa sono caduti al suolo dal balcone che circonda la lanterna, obbligando i rangers del parco a chiudere al pubblico la zona circostante al faro. Il National Park Service ha un piano di ristrutturazione per il 2007, ma se veramente questo piano sarà messo in opera, per ora nessuno lo sa.
E’ un vero peccato che tante strutture antiche e con storie così affascinanti come quelle dei fari debbano andare in rovina, il progresso e la tecnologia avanzano e questi maestosi fari stanno per diventare solo un retaggio del passato.
Località : Bodie Island, Outer Banks, North Carolina – USA Latitudine : 35°57’ Nord Longitudine : 75°37’ Ovest Altezza : 47 metri Portata : 19 miglia Costruzione : 1872
|