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Questo
Faro, chiamato anche La Torre di Ercole, è il più antico esistente
al mondo ancora in attività. Incredibilmente un moderno sistema di
illuminazione elettronica è collocato al di sopra di pietre che sono
state posate dai Romani in epoca antichissima. In più questo faro
è il simbolo della città di La Coruña, nessuno può sottrarsi alla
su magia ed è circondato da leggende. Le più antiche fanno
risalire la sua costruzione alla mitica figura di Ercole,
l'immagine stessa della forza, colui che, si racconta, costruì le
colonne che portano il suo nome ai limiti dello Stretto di
Gibilterra per segnalare ai naviganti che in quel punto finiva il
mare conosciuto e che al di là esistevano solo l'ignoto, il pericolo
e mostri terrificanti.
In realtà la torre originaria fu
costruita al tempo dell'Imperatore Traiano, alla fine del 1mo secolo
D.C., da Caio Servio Lupo, un architetto proveniente da Aemium, una
città allora situata vicino a quella che oggi è Coimbra, in
Portogallo e fu dedicata al Dio Marte, con l'intento di usarla sia
come faro che come torre di avvistamento per proteggere il vicino
porto di Brigantium, una città fondata, secondo un'altra leggenda,
da un Capo Celtico, Lord Breogan che è diventata l'odierna la Coruña,
in Galizia.
Alla base della torre è stata
rinvenuta una pietra con la seguente iscrizione :
MARTI /
AUG. SACR. / C. SEVIVS
LUPUS
ARCHITECTUS AEMINIENSIS
LUSITANUS EX.VO
Che tradotta significa : "
Consacrato a Marte. Gaio Sevio Lupo, architetto di Aemium, in
Lusitania, a compimento di una promessa"
La
torre fu costruita su una pianta quadrata, con i lati di 18 metri ed
un'altezza di 36 metri, aveva tre piani a su ogni piano si
affacciavano quattro stanze comunicanti tra loro. In alto
terminava con un pinnacolo cilindrico di circa 4 metri ed intorno ad
esso erano collocati i contenitori per il fuoco. La scala si
trovava all'esterno e saliva tutto intorno alla torre.
La storia e le vicissitudini di
questo faro si snodano attraverso i secoli, le prime tracce si
trovano in un trattato di Paolo Orosio scritto tra il 415 e il 417
nel quale, per la prima volta, la torre viene chiamata "Faro".
L'uso delle torre per questo scopo venne in seguito associato alla
città ed all'intera regione, tanto che nel 572 venne dato il nome di
"Faro" ad una delle divisioni territoriali donata al Vescovato di
Iria e nell'830 la regione viene chiamata "Contea del Faro" .
Anche quando la popolazione costiera fu costretta a fuggire
all'interno a seguito dell'invasione Normanna, a partire dall'846,
la città fondata dai rifugiati fu chiamata "Burgo de Faro".
Nell'870 St. Sebastiano, nelle sua cronache, racconta che i Normanni
arrivarono "fino ad un posto conosciuto come Faro di Brigantium".
Nel 915 la proprietà della città di "Farum Brigantium" passò
all'arcivescovado di Santiago di Compostela. Negli anni seguenti i
territori limitrofi vengono sempre identificati con il nome del Faro
mentre passano di proprietà di vari monasteri e chiese, finché nel
991 il Re Bermudo II dona "la Contea del Faro" alla Chiesa di
Santiago. Durante il Medio Evo un Re, Alfonso V, conferma la
donazione della Contea alla chiesa, con l'esclusione della torre,
che viene però contesa tra vari nobili, a causa della sua
posizione e della solidità della sua costruzione, infatti veniva
usata anche come fortezza. Passò di nuovo nelle mani della corona,
e ancora all'arcivescovado di Santiago di Compostela, ma tutti
questi cambiamenti portarono solamente alla rovina della torre che,
a causa della mancanza di un'adeguata manutenzione, cominciava ad
andare in rovina.
Alla fine del XII Secolo la città
di Brigantium prende il nome di "Las Cruña"
(dal latino "ad columnam" cioè vicino alle colonne) e nel secolo
seguente divenne la città principale della regione. Intanto la
torre continuava a decadere e la rampa delle scale esterne fu
demolita e le sue pietre vennero usate per costruire una fortezza
all'interno della città. A partire dal XVI Secolo la torre
divenne proprietà della città, ma il fatto che mancava la scala per
raggiungere i piani superiori la rese inservibile e così la sua
rovina aumentò e nel 1589, durante l'assedio degli inglesi, fu
definita "un nido per uccelli". Fu solo nel 1682 che furono
iniziati dei lavori per riattivarla come faro e per accedere alla
cima furono creati dei passaggi nelle volte delle stanze, fu
costruita una scala interna e in cima, sul lato Nord, furono
costruite due piccole torri per contenere due lanterne. Le spese
per la riparazione, la riattivazione e la manutenzione del faro
furono pagate per 10 anni dai Consoli di Inghilterra, Olanda e
Fiandra che erano interessati alla sicurezza per la navigazione
commerciale tra i loro paesi. In seguito questo onere passò alle
Autorità Cittadine, ma ancora una volta la torre venne trascurata e
questo provocò l'inizio di un altro declino con la caduta di una
delle piccole torri e danni alla scala interna.
Dobbiamo
arrivare al 1785, quando la torre passò nella mani del Reale
Consolato Marittimo della Galizia, per vedere rinascere questo
monumento. In quello stesso anno fu decisa la sua ricostruzione e
l'incarico fu affidato a Eustaqui Gianini, un ufficiale di marina ed
ingegnere. Il vecchio nucleo della torre fu rivestito con pietre
di granito dello spessore di 60 cm. , sulla cima fu costruita una
volta ottagonale e all'interno una nuova scala, e nello stesso tempo
furono effettuati altri lavori di ristrutturazione generale. I
lavori finirono nel 1791 e con questo intervento il Faro prese
l'aspetto con cui oggi lo conosciamo. La lanterna aveva sette
riflettori alimentati ad olio e l'eclisse era ottenuta da lastre
d'acciaio mosse da un meccanismo ad orologeria.
A partire dal 1833 molti sono
stati i cambiamenti che la lanterna del Faro ha subito e gli
avvenimenti che lo hanno accompagnato. Una cosa interessante è
che tra il 1849 ed il 1854 fu istituita nel Faro una scuola per
Guardiani del Faro che andavano lì per imparare il mestiere. Nel
1921 arrivò l'elettricità e furono quindi abbandonati i vecchi
sistemi di illuminazione e nel 1956 sul lato Sud Ovest della base fu
costruito un nuovo quartiere per il Guardiano. Infine nel 1974 fu
installato il corno da nebbia e nel 1977 il radiofaro.
Oggi la Torre di Ercole è
diventata il simbolo della città di La Coruña
ed è comune identificare l'una con l'altra. Il Faro per secoli è
apparso sugli stemmi della città e attraverso queste
rappresentazioni si possono anche vedere i vari cambiamenti a cui la
torre è stata sottoposta. Oggi essa continua la sua funzione di
Faro, la sua caratteristica sono quattro lampi di luce bianca con un
periodo di 20 secondi che possono essere visti ad una distanza di 23
miglia. Ha un radiofaro ed il segnale per la nebbia.
La sua posizione geografica è :
43° 23' 9" Nord, 8° 24' 24" Ovest e la sua altezza sul livello del
mare è di 57 metri.
E' aperta al pubblico fino ai
piani superiori, l'unica stanza non visitabile è quella della
lanterna. Durante la salita su possono vedere i resti dell'antica
costruzione romana ed i segni dei seguenti rimaneggiamenti. Alla
base detta torre si trova una piccola costruzione che protegge la
pietra con l'iscrizione originale latina di cui si è parlato
all'inizio.
E questa è la storia di un Faro
costruito dai Romani per proteggere un porto importante per i loro
commerci e che, saldo come una roccia, ha attraversato i secoli, le
bufere, gli imperi e gli imperatori. Ha subito molti cambiamenti,
ma è rimasto come una testimonianza della lunga storia di questi
monumenti luminosi che stanno andando perduti ancora una volta per
l'incuria dell'uomo.
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